Scuole

disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) sono frequenti nel corso dello sviluppo del bambino. Tali disturbi interferiscono in modo più o meno importante con l’acquisizione degli apprendimenti scolastici e possono causare anche problemi psicologici a lungo termine.

La diagnosi viene posta dal neuropsichiatra infantile mediante la somministrazione al bambino di test di livello, proiettivi, di personalità,  prove standardizzate di lettura, scrittura e calcolo. In alcuni casi si applicano anche test neuropsicologici complementari come ad esempio le prove di attenzione, di memoria e di percezione visiva. E’ sempre necessaria una visita medica generale e un esame neurologico. Una diagnosi  precoce effettuata dallo specialista neuropsichiatra Infantile, consente un precoce intervento riabilitativo , ed evita  che il bambino  sia ingiustamente  colpevolizzato e additato come pigro, svogliato, lento e incapace a causa degli insuccessi scolastici. Ciò  costituisce per il bambino con DSA il principale fattore di rischio per lo sviluppo di disturbi psicopatologici più seri e gravi in adolescenza.

Di  che cosa si tratta ?

Si tratta di un gruppo di disturbi che coinvolgono le diverse aree di apprendimento manifestandosi sin dai primi anni delle scuole elementari in modo più o meno palese.
Il disturbo che interessa la lettura è chiamato dislessia, quelli della scrittura sono la disortografia e disgrafia, il disturbo del calcolo è denominato discalculia.
Questi disturbi possono presentarsi anche in associazione: si parla infatti di disturbo misto delle capacità scolastiche quando nello stesso soggetto sono compromessi gli apprendimenti della lettura,
della scrittura e del calcolo.

Come si presentano i DSA

I bambini con DSA hanno un’intelligenza generale nella norma manifestando esclusivamente problemi per ciò che concerne l’apprendimento scolastico. 
Il bambino dislessico legge lentamente e in maniera non corretta sillabando oppure ha una lettura frettolosa, “tira a indovinare” le parole e salta le righe. Questa lettura “incerta” e scorretta può determinare difficoltà di comprensione del testo scritto, difficoltà che scompaiono se il bambino ascolta e qualcuno legge al posto suo. . Le recenti trasformazioni normative hanno determinato un ulteriore incremento di richieste al servizio: ad esempio la Legge N.170 del 2010 sui Disturbi dell’apprendimento, ha determinato l’accrescimento della domanda di intervento nel campo della dislessia. 

Il bambino disortografico commette errori ortografici e sintattici: confonde le lettere scambiandole (f-v, p-b, m-n, r-l, d-b), sbaglia le doppie, le /h/ e gli accenti, non separa le parole o le separa impropriamente (fusioni/separazione illegali), omette parti di parole troncandole.

Il bambino disgrafico ha difficoltà nella gestione dello spazio grafico e nella scrittura corretta di lettere e di numeri. Quindi non sta nei margini del foglio, lascia spazi irregolari tra le parole, scrive in salita o in discesa rispetto al rigo, mischia caratteri grafici diversi scrivendo alcune lettere in stampato maiuscolo altre in minuscolo, ha difficoltà riprodurre figure ed a mettere correttamente i numeri in colonna nelle operazioni scritte.

Il bambino discalculico ha difficoltà nel calcolo a mente e scritto e non impara le tabelline.

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Come si arriva alla diagnosi?
La diagnosi viene posta dal Neuropsichiatra Infantile mediante la somministrazione al bambino di test di intelligenza, prove standardizzate di lettura, scrittura e calcolo. In alcuni casi si applicano anche test neuropsicologici complementari come ad esempio le prove di attenzione, di memoria e di percezione visiva. E’ sempre necessaria una visita medica generale e un esame neurologico.
In alcuni casi selezionati si eseguono anche esami specialistici come elettroencefalogramma, risonanza magnetica dell’encefalo, visita oculistica/ortottica e otorinolaringoiatrica, approfondimenti psicologici mediante colloqui e test di personalità. Effettuare correttamente l’iter diagnostico permette di escludere da parte del medico altre problematiche che, pur presentandosi con un disturbo dell’apprendimento, non configurano un DSA come ad esempio accade nella disabilità intellettiva, nel disturbo da deficit di attenzione con iperattività (ADHD), nell’autismo, nei disturbi della condotta e nelle psicosi.
La diagnosi di dislessia, disortografia e disgrafia può essere posta alla fine della II -inizio III elementare, mentre quella di discalculia alla fine della III elementare. Tuttavia alcuni “campanelli d’allarme” possono essere colti già prima quando le insegnanti riferiscono un significativo rallentamento nell’acquisizione della letto-scrittura. 

In tale contesto il Neuropsichiatra Infantile  ha anche un ruolo di consulente per le scuole previsto dalla Legge 104/92, e, assieme al pediatra, di referente per le famiglie per i problemi medici connessi. Nell’ambito delle équipe, cioè del gruppo di operatori di diversa professionalità in cui tradizionalmente si svolge l’attività di gestione delle disabilità infantili, può avere un ruolo di coordinamento clinico dei diversi interventi, per una loro gestione integrata.